Concorsi, giochi e gare letterarie

Istruzioni per l'uso da parte degli autori 2015

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Redazione Ritratto di Redazione
Istruzioni per l'uso da parte degli autori 2015
Gentili autori "anziani" e comunque tutti coloro che hanno tratto soddisfazione dalla partecipazione al "Ping Pong letterario" sono invitati ad intervenire in questo thread per dare alle "matricole" tutti i suggerimenti utili a divertirsi scrivendo un buon racconto.

 

anonimo
RISPETTO

RISPETTO: per me il vademecum si traduce tutto in questo.  E' la prima volta che gioco e sono stat* sorteggiat* per iniziare la storia. Una grande responsabilità ma anche un bel vantaggio. Non so se gli accoppiamenti vengono fatti per sorteggio o tenendo conto dei nostri curriculum, fatto sta che il primo problema che mi sono post* è stato quello di poter dare al mio coautore una serie di opportunità di scelta, avevo una idea in testa ma non volevo che fosse vincolante. Ed infatti lui (il coautore) ha iniziato a scegliere. Ho capito che io davo più importanza ad un aspetto della storia e lui ad un altro, ogni inizio capitolo si capiva. Bene, le due idee potevano benissimo coesistere, e così è stato, La pallina del ping pong ce la siamo rimbalzata senza schiacciate. Sempre per RISPETTO bisognerebbe rileggere di più, non solo per i refusi. Bisognerebbe rileggere ogni volta "tutto" il racconto, per ricordarci i particolari. Ad un certo punto ho fatto un grosso errore  (non un refuso, ma proprio nella trama) e sono stat* in ansia fino alla fine pensando a come rimediare. Devo dire che mi era venuto in mente il sogno...meno male che ho cambiato idea, e tiro un sospiro di sollievo a non essere il partner di Caleidoscopio!  Per RISPETTO bisognerebbe anche documentarsi quando il coautore fa citazioni, o descrive luoghi, per non incorrere in errori da ignoranza. Grazie al cielo abbiamo google! Ed infine, per RISPETTO verso noi stessi abbiamo il sacrosanto dovere di divertirci :-) :-) :-) 

anonimo
accidenti!

ho letto dopo che l'invito al vademecum era rivolto agli "anziani" e invece mi sono intrufolat* da  "matricola". Chiedo perdono per l'invadenza...

anonimo
Ma perchè no? Alla fine
Ma perchè no? Alla fine questa esperienza (giunta al secondo anno) per me si è sempre conclusa mediamemente bene. E' una buona idea fare il punto della situazione. rapidamente:
 
1) CONDIVISIONE: uniti si scrive e uniti si va avanti. Non serve a nulla imporre la propria idea in modo prepotente, se poi il proprio coautore non la apprezza e smette di scrivere o scrive male per ripicca. Perciò ricorda sempre: CONDIVIDI. La trama. i personaggi. Le idee. Non importa se credi di avere in mano l'idea per un best seller. Se vuoi comandare tu, hai sbagliato gioco.
 
2) PAZIENZA: ci vuole tempo per scrivere qualcosa di decente e altrettanto per avere delle idee geniali. Correre non serve a nulla, se per fare in tempo si producono 'mostri'. Perciò armati di taaaaanta pazienza e dai all'altro (ma anche a te stesso) il tempo necessario per scrivere.
 
3) COERENZA: dodici capitoli sono davvero pochini per raccontare una storia ricca di colpi di scena e di evoluzioni roccambolesche. ricordalo sempre: il numero massimo di colpi di scena per capitolo non dovrebbe superare il numero di due: mettine di più e confonderai il lettore. Del resto, non mettere colpi di scena appiattisce la storia a mera evoluzione psicologica. Perciò: ascolta e vivi i tuoi personaggi. Non imporre, ma lasciati guidare da loro ;)
 
4) CONTRASTO: diciamocelo, la nostra vita (quella di tutti) è un casino: cerchiamo disperatamente di raggiungere obiettivi irraggiungibili e quando poi li otteniamo siamo pronti ad andare oltre. Se la nostra vita è così, perché quella dei personaggi dovrebbe essere diversa? Appunto, non deve esserlo. Una buona storia richiede sempre un contrasto: il personaggio A vuole X, ma per arrivare a X deve prima superare B, C, D e confrontarsi con se stesso a causa di E. Insomma: tieni sempre bene in mente CHI vuole COSA e COSA DEVE FARE per averlo. Rendi troppo facile il lavoro al tuo personaggio e il lettore si annoierà o non si identificherà con lui.
 
5) RILETTURA: rileggi sempre quello che scrivi e quello che è stato scritto. Non una, non due, ma ben tre volte. PRIMA LETTURA: controllo formale del linguaggio e dello stile (tieni a mente che lo stile, anche se di due autori diversi, dovrebbe cercare di amalgamarsi il più possibile; al lettore non frega niente se scrivi come ti pare e così il tuo coautore: se lo stile dei due discosta troppo, al lettore sembrerà di leggere la storia di uno schizzofrenico). SECONDA LETTURA: controllo della continuità dl carattere dei personaggi (ogni attenzione non basta mai: se il tuo personaggio è un fifone e un pavido nel capitolo 1, NON PUO' di colpo lanciarsi in un'impresa coraggiosa al capitolo 6, a meno di un approfondità trasformazione psicologica che nei capitoli di mezzo deve emergere chiaramente); TERZA LETTURA: controllo dell'evoluzione della trama (idem con patate rispetto alla seconda lettura: deve esserci coerenza e continuità nella storia!)
 
6) DIVERTIMENTO: cosa fondamentale. No, sul serio: paghi una quota di iscrizione al torneo, ti scervelli per giorni e giorni con il lavoro di scrittura e raffinamento, combatti con un altro e con te stesso e in tutto questo devi stare entro i 6000 caratteri e i giorni massimi per la consegna. E allora almeno divertiti! Altrimenti è inutile. Sul serio: non farlo per la presunta gloria (che non serve a NULLA) o per chissà quale fine letterario. Fallo per te stesso e per l'altro. Per divertiti insieme a qualcun altro che non conosci, ma che per quasi tre mesi condivide con te le stesse paure e turbamenti.
 
Ecco qua. E voi cosa dite?
anonimo
Gentile Cerbiatto,
Gentile Cerbiatto,

l'invito è rivolto a tutti coloro che hanno voglia di intertvenire con la propria esperienza.

Quindi la ringraziamo per il suo post.

Cordialmente la Redazione
anonimo
vademecum

DIVERTIRSI - ASPETTARE - LEGGERE E RILEGGERE - IMMEDESIMARSI NELLA STORIA - EMOZIONARSI - ARRABBIARSI - SORRIDERE - STOP

anonimo
Avete già detto molto e sono

Avete già detto molto e sono d'accordo su tutto, quindi i miei consigli non sono troppo originali, però dall'alto dei miei 3 ping pong senza abbandoni, ci provo anche io:

 

1) rileggere sempre tutto il racconto  per evitare errori e sopratutto per evitare capovolgimenti tipo cambiare nome ai personaggi, carmbiarne carattere,  raccontare di nuovo la stessa situazione (magari anche in maniera diversa)  etc etc
 
2) dobbiamo arrivare in fondo insieme con reciproca soddisfazione, quindi i colpi di mano tipo trasformare il capitolo in un sogno vi assicuro che sono molto ma molto frustranti e se facciamo a chi è più forte o più bravo il rischio di essere abbandonati è molto alto. Riepilogherei in un asssecondare con fantasia i capitoli precedenti è più producente.
 
3) evitare racconti di genere (fantasy, horror, melenso etc) a meno che non si abbia la percezione che questo sia gradito al nostro partner.
 
4) evitare troppe spiegazioni, è un racconto e nemmeno troppo lungo. Mi è cpaitato nel passato un coautore che dettagliava il contenuto delll'etichette del vino  e se citava una canzone fra parentesi metteva l'autore...
 
5) Rispetto rispetto e ancora rispetto per chi c'è dall'altra parte.

6) partecipare al forum con moderazione, prima o poi ci scappa la polemica e se riesci a starne gfuori è meglio.

 

7) documentarsi sempre su quello che si scrive e su quello che scrive il partner . Abbiamo una gran fortuna ad avere internet, a volte penso come facevano a documentarsi nel passato, gioco forza era parlare di cose che si conoscevano. Quindi se non avete tempo o voglia di studiare, raccontate cose che conoscete.
 
8) non porsi obbiettivi troppo alti, non tutti possono vincere, diciamo che arrivare in fondo permette comunque "passare dal traguardo"!!

 

anonimo
ecco...

Riprendo vari punti che avete esposto con qualche bemolle:

1) Mentalizzarsi su quello che stiamo per iniziare: capitoli limitati, battute limitate, incognita alla fine di ogni capitolo. La prima cosa che dobbiamo fare è farci piccoli piccoli per saperci sorprendere come bambini, senza pretese. 

2) Se non so cosa scriverà il mio coautore nel secondo capitolo, a cosa serve fare la stesura del primo e scervellarsi a far andare la storia per 10 gg nella nostra testa? Rischiamo la sorpresa o (peggio) lo shock nel momento della verità, con la difficoltà di aver già creato un'aspettativa e uno schema rigido dal quale difficilmente riusciremo a distoglierci, con la tendenza a spingere la storia sempre lì, ergo...

3) ...non concentrarsi troppo sulla trama, soprattutto nei primi capitoli, se non alla ricerca di una vera coerenza. Concentrarsi (e vaneggiare) piuttosto sul non detto dei personaggi e sulle storie taciute degli elementi del racconto, così la storia ne uscirà arricchita e utilizzeremo la parola giusta al posto giusto. Lasciamo le parole scorrere nei primi capitoli, inseriamo elementi che il coautore possa prendere, fare suoi e perché no stravolgere. Non ha prezzo leggere un seguito coerente ed esclamare: "GENIALE!" piuttosto che grattarsi la nuca pensando "perché ha fatto così...?" No preconcetti!

4) Se ci sono 12 capitoli max, rispettare la struttura narrativa classica non dimenticando che si tratta di un racconto e non di un romanzo: situazione di partenza e storia che parte (a mio avviso dai 6 ai 7 capitoli) --- elementi perturbatori e climax (2/3 capitoli) --- risoluzione e chiusura (1, massimo 2 capitoli). Inutile aggiungere elementi nuovi a gogo fino al capitolo 9/10, non dimentichiamo che entro la fine ogni tassello deve tornare al suo posto e senza fretta. Ricordiamo che una pistola che appare all'inizio di un film, prima della fine dovrà sparare. Le tempistiche, secondo me, sono essenziali!

5) Come avete detto: documentarsi!

6) Come avete detto: rileggersi e rileggere! Troppe volte quello che scriviamo è per noi comprensibile e scontato ma per il coautore è opinabile e interpretabile.

7) Rispettare non solo il coautore, ma la STORIA! Se scrivete in seconda battuta e ci sono elementi che non riuscite a canalizzare non fate gli gnorri! Se non gli date un posto fate la figura della Bella Addormentata nel Bosco. Trovate il modo, nel peggiore dei casi, di portarli all'autodistruzione ma, per favore, non fate finta di non vederli! Anche perchè se il coautore pensa che si tratta di una leggerezza, ve li ritroverete lì il capitolo successivo.

8) Pensare che chi è dall'altra parte dello schermo ci investe tanto, ma proprio tanto, anche se si tratta di un gioco! Allora, non dategli buca! Scrivete, terminate, se avete problemi contattate la redazione e chiedete di affidare il racconto a qualcun altro. E una prova di responsabilità.

9) Divertirsi e crescere insieme.

10) Se scrivi per secondo, non fare la guerra al primo. Adeguati alla trama, al genere, allo stile e fa diventare il tutto più saporito. Per chi invece vuole provarsi in un genere comune, ripropongo alla Redazione un torneo dove i coautori si scelgono sulla base del testo di selezione, per affinità di genere e di scrittura. ; )

anonimo
Sono d'accordo con quanto

Sono d'accordo con quanto scritto dagli altri autori. Sono al mio terzo ping pong: i primi due hanno avuto buoni risultati, su quello attuale non mi posso esprimere perchè è ancora in corso. Non ho la ricetta giusta per questo gioco letterario, ma posso dirvi cosa faccio io quando arriva un nuovo capitolo.1) lo leggo sempre due volte o anche di più se c'è qualche passaggio che non mi è chiaro;2) se non è il primo capitolo rileggo sempre quelli precedenti, per evitare errori in cui si può incappare dopo tanti giorni di attesa, per esempio se l'altro autore ha ambientato la storia in una città di mare io non posso decrivere una località dell'entroterra, ecc.;3) scrivo subito il mio capitolo, rispettando la trama del coautore e cercando di capire in che direzione  vuole portare il racconto;4) riprendo il mio capitolo il giorno dopo e lo aggiusto, lo modifico, lo correggo finchè non sono abbastanza soddisfatto del risultato. A volte lo faccio "decantare" anche per giorni.5) invio il capitolo con la certezza di essermi divertito, senza aver stravolto il lavoro del coautore, senza nessuna aspettativa nel finale di questo gioco, ma solo per il piacere della scrittura.

anonimo
Istruzioni per l' uso

Credo che la prima cosa da fare sia leggere il Regolamento ed accettarlo. Questo ci aiuterà a comprendere lo spirito del gioco. Con una premessa: siamo dilettanti.Certo, la carenza di scrittori italiani di valore, non aiuta. Il linguaggio usato nella vita quotidiana e non solo è composto da così pochi termini da farlo paragonare al Rotokas. Ma siamo un popolo di scrittori. O quanto meno, lo crediamo.Il particolare più negativo che ho riscontrato anche nelle precedenti esperienze, è di non comprendere e non assecondare i personaggi creati dall' uno e dall' altro dei Coautori. Questo porta spesso alla conflittualità e in qualche caso è frutto di presunzione. Al riguardo, mi permetto di consigliare la lettura di un romanzo dello scrittore italiano moderno  più tradotto nel mondo. Se poi non volete leggere tutto il libro o se addirittura non volete spendere i soldi per acuistarlo, potete limitarvi a leggere, magari in biblioteca, le pagine 149, 140 e 141. L' autore è naturalmente Giovanni Guareschi e il titolo del romanzo è "Il marito in collegio".

anonimo
Istruzioni per l' uso

Credo che la prima cosa da fare sia leggere il Regolamento ed accettarlo. Questo ci aiuterà a comprendere lo spirito del gioco. Con una premessa: siamo dilettanti.Certo, la carenza di scrittori italiani di valore, non aiuta. Il linguaggio usato nella vita quotidiana e non solo è composto da così pochi termini da farlo paragonare al Rotokas. Ma siamo un popolo di scrittori. O quanto meno, lo crediamo.Il particolare più negativo che ho riscontrato anche nelle precedenti esperienze, è di non comprendere e non assecondare i personaggi creati dall' uno e dall' altro dei Coautori. Questo porta spesso alla conflittualità e in qualche caso è frutto di presunzione. Al riguardo, mi permetto di consigliare la lettura di un romanzo dello scrittore italiano moderno  più tradotto nel mondo. Se poi non volete leggere tutto il libro o se addirittura non volete spendere i soldi per acuistarlo, potete limitarvi a leggere, magari in biblioteca, le pagine 149, 140 e 141. L' autore è naturalmente Giovanni Guareschi e il titolo del romanzo è "Il marito in collegio".

anonimo
Istruzioni per l' uso

Credo che la prima cosa da fare sia leggere il Regolamento ed accettarlo. Questo ci aiuterà a comprendere lo spirito del gioco. Con una premessa: siamo dilettanti.Certo, la carenza di scrittori italiani di valore, non aiuta. Il linguaggio usato nella vita quotidiana e non solo è composto da così pochi termini da farlo paragonare al Rotokas. Ma siamo un popolo di scrittori. O quanto meno, lo crediamo.Il particolare più negativo che ho riscontrato anche nelle precedenti esperienze, è di non comprendere e non assecondare i personaggi creati dall' uno e dall' altro dei Coautori. Questo porta spesso alla conflittualità e in qualche caso è frutto di presunzione. Al riguardo, mi permetto di consigliare la lettura di un romanzo dello scrittore italiano moderno  più tradotto nel mondo. Se poi non volete leggere tutto il libro o se addirittura non volete spendere i soldi per acuistarlo, potete limitarvi a leggere, magari in biblioteca, le pagine 149, 140 e 141. L' autore è naturalmente Giovanni Guareschi e il titolo del romanzo è "Il marito in collegio".

anonimo
P.S. Il mio computer fà i

P.S. Il mio computer fà i capricci ( o forse è colpa mia) e spedisce due volte il testo. Chiedo scusa.

anonimo
P.P.S. Lo so, manca una q.

P.P.S. Lo so, manca una q. Non ho seguito il consiglio di leggere e soprattutto rileggere. Amen.

anonimo
Ottimo suggerimento Rcines e

Ottimo suggerimento Rcines e grazie Redazione per aver aperto questo Thread.Dunque dato che "verba volant e scripta manent" e "repetita iuvant" con un dose di personalizzazione ecco il mio vademecum:1. AMARE SCRIVERE. Sembrerà banale ma non lo è affatto! Chi si avvicina a un gioco del genere, tutt'altro che semplice, non solo deve credere nella scrittura ma deve amarla, essere in grado di apprezzarne i vari sitli, generi, essere curioso di sperimentare nuovi approcci, essere in grado di perdersi nel flusso delle parole, essere capace di abbandonarsi al testo, provare la gioia nell'aver trovato le frasi giusti per esprimere un concetto, apprezzare la fatica e lo sforzo che richiede. (potrei andare avanti all'infinto ma taccio su questo punto se no divento pesante anche io!)2. AMARE LEGGERE. Perchè è necessario essere pronti a ricevere e ad accogliere quello che il nostro coautore decide di scrivere. Il che non significa "accettare passivamente tutto" o "apprezzare tutto a prescindere" ma significa trovare quello spunto, quella situazione, quella parola per fare evolvere la storia. Perchè è solo un'occasione di arricchimento e di novità. Magari all'inzio non ci piace quello che leggiamo, non ne comprendiamo il significato, non ne apprezziamo lo stile e la creatività narrativa ma possiamo conoscere meglio noi stessi magari rinforzando le nostre convinzioni o pian piano cambiando qualche nostra posizione. Insomma viva gli spunti narrativi. 3. RILEGGERE I SINGOLI CAPITOLI E TUTTO IL RACCONTO. Non solo per i refusi, ma per la coerenza all'interno dello stesso capitolo e di tutta la sotria man mano che si evolve, per capire a fondo le sfumature e i sottintesi che a una prima lettura ci sfuggono, per cercare gli indizi, i correlativi oggettivi, le metafore, le descrizioni che possono darci ulteriori spunti.4. AVERE RISPETTO SENZA SOTTOMETTERSI. Rispettare il compagno di scrittura in senso generale, è inutile instaurare una battaglia letteraria, litigare o vendicarsi. Ma è altrettanto fondamentale dare il proprio contributo, aggiungendo personaggi, ribaltando situazione, inserendo piccoli elementi di constrasto, colpi di scena che sono fondamentali per rendere il racconto umano, divertente e originale. Rispettare la Redazione e i comagni del Forum, è davvero brutto e infantile leggere battibecchi gratuiti.Per quanto riguarda me personalmente, quando ricevo il capitolo:1. Lo leggo subito d'un fiato e faccio esclamazioni imbarazzanti del tipo: "è un genio!" "Ma noooo" "Perchè?"2. lo rileggo con razionalità apprezzandone alcune parti e criticandone altre3. lo lascio decantare e comincio a pensare a cosa scrivere e dove posso andare.4. butto giù la prima bozza/idea.5. la rileggo, la sistemo, correggo, usando tutte le funzioni della tastiera/mpuse copia, incolla, taglia, elimina6. rileggo tutto il racconto dall'inzio fino al mio ultimo contributo7.  do un'ultima aggiustatina al mio e se sono nei tempi, lo lasci lì per rivederlo un'ultima volta dopo qualche giorno, altrimenti se sono pressat* lo invio 8. resto in attesa trepidante ritornando alla routine della mia vita  

anonimo
E' imbarazzante:nella fretta

E' imbarazzante:nella fretta e ancora immersa nel flusso di quello che scrivevo ho digitato "Salva" convint* che me lo salvesse senza inviarlo e invece dovevo cliccare "Anteprima"! (Redazione per favore la prossima volta puoi mettere l'etichetta "Invia" piuttosto che "Salva"?!)Mi scuso quindi per i vari refusi che avrei corretto se avessi cliccato "Anteprima". Tuttavia sono sollevat* perchè il mio Comment, anche se tutto attaccato, non è così sgrammaticato e incomprensibile. Aiuto!!   ahahaha.   Ciao a tutti 

anonimo
Essendo la mia prima volta,

Essendo la mia prima volta, ho iniziato a scrivere  senza avere in mente uno schema ben definito  o un metodo con il quale procedere, ma giocando d’istinto, mosso/a dalla convinzione  che grazie ad una sorta di fatalismo letterario prima o poi tutto sarebbe tornato. Le storie esistono a prescindere da noi,  il nostro compito è solo quello di dargli vita attraverso le parole. Adesso, a posteriori, alla luce delle considerazioni fatte  da chi ha più esperienza di me, posso cogliere i passaggi fatti e razionalizzarli.1  ho cercato di adeguarmi allo stile del coautore;2 ho rispettato il profilo psicologico dei personaggi definito dal coautore, cercando di ricalcarne e accentuarne i tratti.2 ho cercato di cogliere le metonimie letterarie seminate dal coautore (quando le ho comprese) e le ho fatte esplodere;3 ne ho seminate altrettante;4 non mi sono mai arrabbiato/a di fronte a tentativi di depistaggio (sogni, cose immaginate ecc.), ma ho cercato di  trasformare i limiti in opportunità;5 ho tenuto molto in considerazione (forse troppo)  la coerenza della trama, a discapito della ricercatezza dello stile, anche perché il genere scelto lo imponeva;6 mi sono documentato/aCosa ultima, ma non per importanza, mi sono  molto divertito/a.Il ping pong  è stata un’esperienza formativa di non poco conto date le sue difficoltà: scrivere al buio, a quattro mani, dovendo rispettare una serie di regole, non è cosa affatto semplice. Dunque il bilancio per quel che mi riguarda è più che positivo!

anonimo
domanda a C.D.WARD e SARABANDA e RACINES

Ma come fate a scrivere sul forum andando a capo con spazi e capoversi???  :-(((

anonimo
risposta a cerbiatto

in formato del testo scegli full html. Dovrebbe funzionare ;)

anonimo
PROVA

GRAZIE Racines, vediamo se funziona.

Sono andat* a capo!!! 

F.to Cerbiatto

 

anonimo
Anche se letterario, è pur

Anche se letterario, è pur sempre un ping pong. Non si sa prima dove andrà la pallina, quindi è impossibile ideare uno schema. Ed è -o meglio, dovrebbe essere- proprio questo lo spirito del gioco, il bello del torneo. Chi "batte" per primo, prende una direzione, sta al secondo rispondere e così via. Ma il tutto entro limiti prestabiliti. E come nello sport, la rabbia non aiuta. Nel tennis, preferisco veder giocare Federer piuttosto che Nadal. Questione di gusto o di stile? Credo  si tratti di armonia. Nel primo appare naturale, il secondo sembra cercare solo dissonanze. Ritengo si tratti di buon gusto. Circa lo stile, sottoscrivo quanto espresso da Buffon (non il portiere della juventus, bensì Georges Louis Léclerc, Conte di...) e cioè che "Le style est l' homme mème". E spero di poter partecipare anche al Ping Pong numero 6. Stimolante, divertente, appassionante. Socializzante. Talvolta, dilaniante. Peggio per l' altro. O per l' altra.

anonimo
@ cerbiatto ;)

@ cerbiatto ;) 

anonimo
Sempre presente

Partecipo a questo divertente gioco fin dalla prima edizione e confermo quanto gli altri concorrenti hanno scritto. Remare contro è deleterio. Bisogna assecondare il coautore anche quando non si è in sintonia. Lavorare prima di psicologia (per quanto spicciola sia) e poi di letteratura (per quanto bassa).Capire l'altro attraverso ciò che scrive e cercando punti d'incontro nella storia. Ma anche stuzzicare l'avversario in maniera sottile non distruggendo ma stimolando una sua reazione creativa. Arrivare alla fine con una storia che abbia un senso è un piccolo miracolo di cui mi meraviglio sempre.  Nessuno può avere un piano perchè con la formula del ping pong è impossibile da realizzare. Se quindi avete un'idea precisa e pianificata tenetevela per i vostri scritti solitari. Qui si improvvisa, qui la creatività, l'intuizione, la fantasia sono caratteristiche esaltate all'ennesima potenza.  Non inquietatevi mai. E' un gioco. Alle brutte avrete fatto un esercizio di scrittura. Dissento con chi mi ha preceduto nei commenti circa i limiti narrativi di avere pochi capitoli a disposizione: un capolavoro non deve per forza avere la lunghezza di Guerra e Pace. Molte delle più belle pagine della letteratura le possiamo ritrovare in racconti brevissimi. Tutto dipende dalla nostra capacità di dare un equilibrio al racconto lungo (classificherei così i prodotti del ping pong) che stiamo scrivendo. Ormai ho scritto molte storie per il ping pong (in certi tornei anche più di una, sostituendo partecipanti in fuga) e vi dico che il gioco non finisce con la parola fine della nostra storia. Nel secondo ping pong, il mio partner e io, scrivemmo quello che definisco uno dei migliori lavori a cui ho dato vita. Eppure questa storia miracolosa che aveva una trama e dei personaggi densi, che aveva un senso e una morale, non fu neppure classificata tra le prime dieci di quella edizione. Di contro, lavori che io reputavo spacciati già al quarto capitolo ebbero l'onore di salire sul podio.  Vedrete, matricole. questo gioco vi stupirà fino in fondo. Buona premiazione a tutti. 

anonimo
grande Bronson

parole sante, Bronson. Parole sante :)

anonimo
"...arrivare alla fine con

"...arrivare alla fine con una storia che abbia un senso è un piccolo miracolo di cui mi meraviglio sempre". Che bella frase Bronson! E' musica per le mie orecchie. Poche, consapevoli parole, che riescono a riassume il senso del tutto. Non desidero altro che essere stupefatta/o, dunque aspetterò l'esito finale con gli occhi dell'incanto, come quelli di una fanciullo di fronte ai miracoli della natura/letteratura. Ovviamente, parteciperò anche alla prossima edizione e a quella dopo ancora e chissà se prima o poi la sorte mi farà giocare con te. 

anonimo
Bronson TOP!

Pollice su!

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